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Dando spazio a tutte le proposte mantenendo sempre la persona e le persone al primo posto.

Si intendono sviluppare i collegamenti con le associazioni di volontariato, con le istituzioni, con le associazioni di categoria, e dei media per elaborare nel miglior modo ciò che viene esposto dal cittadino. Non limitandoci alla critica in quanto tale, ma impegnandoci a costituire e a a tradurre in realtà le idee.

Al movimento di opinione "il ponte" puo' associarsi chiunque desideri lavorare per migliorare la nostra città: renderla più vivibile e sana; ogni persona indipendentemente dalla colorazione politica e dall'iscrizione a un partito, purchè il suo pensiero sia guidato da sani principi.
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Tag Archive for Piede diabetico

Perche non imitiamo la ASL di Rimini e facciamo una prevenzione delle complicanze del piede diabetico ?

Riportiamo qui sotto una iniziativa interessante e estremamente utile per prevenire le complicanze del piede diabetico

Voi sapete come sia in aumento il diabete nelle nostre popolazioni sia per l’invecchiamento della popolazione e sia per lo stile di cita cambiato negli anni.

Bene se è in aumento il diabete sono naturalmente anche in aumento le complicanze del piede diabetico, sia di tipo acuto che di tipo cronico. La prevenzione come sempre può essere primaria o secondaria

Nella prevenzione primaria noi dobbiamo sensibilizzare la gente ad una corretta alimentazione, ad uno stile di vita consono e a controlli della propria cenestesi e del proprio metabolismo con visita dal proprio medico di famiglia

La prevenzione secondaria o diagnosi precoce è sensibilizzare i pazienti in genere diabetici a fare controlli medici o specialistici e a gestire il proprio piede controllandolo, misurando la propria sensibilità e la propria circolazione

La prevenzione comporterebbe una diminuzione di complicanze con beneficio dei pazienti e naturalmente con diminuzione della spesa sanitaria ( sia per ospedalizzazione che per spesa farmaceutica)

La ASL di Rimini ha attivato questa prevenzione e credo che possa essere seguita in altre ASL Qui sotto riportiamo la iniziativa di Rimini Prevenire, o fare diagnosi precoce, per non ammalarsi, o almeno ammalarsi il più tardi possibile e in maniera meno grave.

Con questo obiettivo l’Azienda USL di Rimini ha attivato un programma di prevenzione e diagnosi precoce delle complicanze vascolari e neurologiche agli arti inferiori, che possono colpire le persone ammalate di diabete.
Il Servizio di Diabetelogia coordinato dalla dottoressa Anna Carla Babini (nell’ambito della Unità Operativa di Medicina Interna II, diretta dal dottor Giorgio Ballardini) sta contattando un campione di pazienti diabetici per propor loro la visita di screening alle gambe e ai piedi. I pazienti sono stati selezionati su base clinica in collaborazione con i medici di famiglia: età compresa tra 50 e 75 anni, durata della malattia superiore a 8 anni con presenza di fattori di rischio quali, ad esempio, ipertensione, cardiopatia, obesità, fumo.

Coi pazienti (che vengono appositamente contattati a casa da un’infermiera, dopo aver ricevuto una lettera del Servizio ed essere stati informati dai loro medici di famiglia la cui collaborazione è parte integrante del progetto) viene fissato un appuntamento durante il quale si procede all’ispezione del piede, ad effettuare un doppler ed altri esami sulla sensibilità cutanea al fine di valutare la severità del rischio ed eventuali misure da intraprendere. Non va dimenticato, infatti, che una diagnosi precoce di alterazioni circolatorie e della sensibilità delle gambe e dei piedi nelle persone diabetiche consente di evitare complicanze più gravi, che possono degenerare anche nella perdita dell’arto. Al termine dell’appuntamento ai pazienti vengono dati suggerimenti sulle corrette modalità di cura dei piedi specifiche per pazienti diabetici, e sarà proposto di aderire ad una terapia di gruppo per modificare lo stile di vita, anche con consulenze dietologiche.

Prevenire e curare al meglio la infezione nel piede diabetico

Il problema della infezione del piede diabetico

Una complicazione frequente e pericolosa di un’ulcera è l’infezione.

La infezione di un’ulcera ipuò portare ad una situaizone seria che , se non presa in tempo, conduce a gravi fenomeni sistemici che che possono provocare amputazioni minori o maggiori ma anche pericolo di vita per la insorgenza di una setticemia Fondamentale è agire subito al primo avviso di una infezione Difficilmente può essere il paziente a capire l’urgenza della terapia o atteggiamento da seguire in caso di infezione. Solo un mkeidco che si occupy di diabete o di chirurgia del piede diabetic può capire come intervenire Sarà il medico a distinguere se un’ulcera infetta necessita di provvedimenti immediati al di là della medicazione o se è sufficiente un intervento medicativo e quali indagini o esami eseguire con urgenza. Gli ascessi o le gangrene o le cellulite o le fascite richiedono provvedimenti terapeutici generali e chirurgici, che se non intrapresi con urgenza possono avere conseguenze molto gravi per il paziente. L’infezione si instaura nella maggior parte dei casi su un’ulcera aperta da molto tempo e non adeguatamente curata.

Se l’infezione non viene curate immediatamente spesso si può arrivare ad una un’amputazione maggiore, effettuata a livello di gamba o coscia. Normalmente si deve distinguere una infezione acuta da una infezione cronica

L’esperienza dimostra che se ci trova davanti ad una infezione acuita in un piede diabetic la rapidità d’intervento è l’unico modo per salvare sia il piede che il paziente. Infatti, il rischio cui sono sottoposti i pazienti con questi tipi di infezione al piede non è solo quello di un’amputazione maggiore (gamba o coscia) ma anche di morte per shock settico o altre complicanze infettive

. Per tale motive il paziente diabetic che si accorga che esiste una infezione o qualsiasi problema al suo piede e che non tende a guiarire o che si apre nella cute o a livello osseo, deve andare subito dal proprio medico che lo invierà subito al centro di riferiment del piede diabetico .Il ritardo di pochi giorni, un trattamento chirurgico non adeguato significa esporre il paziente al rischio di un esito grave.

Il chirurgo o il diabetologo deve rapidamente rimuovere la zona infetta , drenandola, trqamitre una incisione rimuovere le zone necrotiche che che presentano zone non suscettibile di sola terapia medica).

Spesso ci troviamo di fronte ad un ascesso o ad un flemmone. La raccolta ascessuale e il flemmone a livello dei tessuti interni del piede rappresentano delle raccolte di pus che possono rendersi evidenti spontaneamente (fistole superficiali) o nascondersi insidiosamente in profondità (raccolte purulente).

Il Chirurgo allora evacuerà tali raccolte rimuovendo i tessuti infetti presenti

E’ prassi e nel nostro reparto è da protocollo eseguire un esame culturale e un antibirogramma in modo da cercare sia il germne e sia l’antibiotico ottimale Spesso sip è costretti durante il drenaggio ad una amputazione minore (dita, raggio, o di parti estese di piede).

La fascite necrotizzante è un’infezione grave che mette a rischio sia l’arto malato che la vita stessa del paziente. Può essere sostenuta sia da germi cosiddetti aerobi che da anaerobi (i più temibili).

L’infezione può estendersi nel giro di poche ore o di pochi giorni in maniera devastante tramite la fascia che ricopre i muscoli (in genere questi ultimi non ne sono coinvolti); la fascia appare di solito grigia, necrotica e il tessuto sottocutaneo necrotico, scollato. L’intervento immediato, cosi come la terapia antibiotica endovena, sono obbligatori.

Il trattamento chirurgico prevede la rimozione di tutti i tessuti necrotici infetti presenti sino ad arrivare al tessuto sano e sanguinante. In questi casi la terapia con ossigeno sia iperbarico che normobarico può essere di estremo aiuto soprattutto in presenza di germi anaerobi, .

La gangrena è forse il quadro clinico più noto nel diabetico. La gangrena (cioè la necrosi a tutto spessore dei tessuti molli) può coinvolgere piccole parti (falangi), parti più estese (dita) sino a gran parte del piede (avampiede, meso e retropiede).

Mentre la gangrena secca rappresenta una urgenza relativa, la gangrena umida o gassosa richiede una urgenza assoluta. Anche in questo caso rischiamo non solo la perdita dell’arto ma la vita del paziente (sepsi).

Il trattamento è chirurgico e servirà per la rimozione dei tessuti necrotici ed infetti. Nello stesso tempo la terapia antibiotica endovena è obbligatoria .

Anche qui come in tutte le lesioni aperte del piede diabetico noi siamo convinti che la terapia con ossigeno iperbarico o normobarico sia molto utile Di fronte ad un piede con una infezione acuta l’intervento d’urgenza ci permette di fermare l’infezione.

A seconda di quanto è visibile intraoperatoriamente si deciderà se in prima battuta la ferita chirurgica debba restare aperta oppure se è possibile eseguire una chiusura chirurgica immediata.

Noi siamo convinti che quasi sempre sia preferibile lasciare aperta la ferita per non ischemizzare con I punti di sutura la sutura stessa. Ricordiamoci infatti che nel piede diabetic esiste sempre una angioneuropatia diabetcica che comporta un deficit arterioso relatico Spesso poi è necessario un secondo intervento, definitivo, che sarà scelto in base all’andamento clinico del paziente e alla mole di tessuto perduto sia a causa dell’infezione sia per il trattamento chirurgico in urgenza.

Se la infezione è cronica non necessita di un intervento di urgenza ma deve essere programmata una stadiazioone della malattia e programmato il percorso terapeutico La patologia che più di frequente si trova nel piede cronico è l’osteomielite cronica provocata da una lesione ulcerativa presente da tempo variabile. Cronica non deve necessariamente significare che esiste da anni o molti mesi.

Può essere presente solo da qualche settimana La causa, spesso è la presenza di un sottostante osteomielite che non permette la chiusura dell’ulcera. In questi casi, oltre ad una lunga terapia antibiotica, l’opzione chirurgica costituisce la soluzione definitiva del problema

. La cellulite è sempre una infezione acuta ma per le caratteristiche di relativa benignità, spesso senza ripercussioni sistemiche (febbre, leucocitosi) e di intervento chirurgico urgente, viene considerata alla pari di una infezione cronica. E’ un’infezione che interessa i tessuti molli e che necessita di trattamento antibiotico orale o parenterale ma non di un intervento chirurgico demolitivo

Credo che sia importante sempre però aprire la cute e fare una pulizia delle zone infette in modo da drenare eeventuali raqccolte non visibili e permettere la terapia con ossigeno che risuta sempre utile. Può essere trattata ambulatoriamente con antibiotici orali e medicazioni con antisettici. On con ricovero se la infezione appare maggiore da lasciare più tranquilli una osservazione e una medicazione controllata giornalmente.

Altra infezione che si presenta nel piede diabetico come conseguenza di una qualsiasi lesione , anche minima , aperta nel piano cutaneo è l’osteomielite L’infezione che colpisce l’osso èempre un’infezione per contiguità: i germi arrivano all’osso a partire da un’ulcera cutanea infetta che non viene guarita rapidamente.

La terapia da attuare varia da una terapia antibiotica prolungata associate a ossigenioterapia iperbarica o normobarica e una terapia chirurgica. Io sono convinto che la terapia chirurgica deve essere sempre attuara nel timing giusto. Infatti sepsso l’ulcera cutanea si reduce di dimensioni , con l’illusione di poter raggiungere la guarigione; in realtà, permanendo il processo infettivo a livello osseo, la lesione cutanea, seppure di ridotte dimensioni, richiederà continue medicazioni e terapia antibiotica Questo per il pericolo che il processo infettivo si possa estendere dalle ossa delle falangi ai metatarsi e ulteriormente.

Diventa un problema impoortante quando l’intero piede e il calcagno viene colpito dalla infezione e sir ischia una amputazione maggiore. Naturalmente ogni caso è individuale ed è in rapporto alle condizioni cliniche del paziente e alla patologia concomitante

Un paziente che non si alza e che non si muove , un paziente con stasi venosa o linfatica , un paziente con deficit arterioso , diventa un paziente a rischio da ospedaklizzare be tenere sotto stretto controllo mentre si fanno le indagini e si interveine con terapia medica e chirurgica

Consigli per evitare le complicanze del piede diabetico

Il Diabete è sempre più frequente e le complicanze sono frequenti ma sono subdole e quindi dobbiamo cercare di evitarle e stare attenti a tanti segni particolari

Spesso il diabetico non vuole riconoscere la sua malattia e crede che prendere la medicina prescritta sia tutto

Spesso per il diabetico non è facile seguire la dieta e non crede che sia fondamentale tale sacrificio per evitare complicanze che poi saranno molto importanti Identificare ii fattori di rischio di lesioni ai piedi rappresenta il problema centrale attuare precocemente un programma di prevenzione e cura individuale. Diversi studi i hanno indicato molti fattori che favoriscono l’insorgenza di ulcere del piede e poi di osteomieliti fistolizzate.

Tutti gli esperti concordano che i fattori più importanti siano rappresentati dalla presenza di una neuropatia sensitivo-motoria periferica e/o di una arteriopatia obliterante agli arti inferiori, complicanze che coinvolgono più del 25% dei soggetti diabetici dopo 10-15 anni di malattia. Proprio la diminuzione della sensibilità fà si sì che ogni trauma non avvertito possa essere fatale nel far nascere una lesione che sia ulcera o osteomielite

La perdita della sensibilità propriocettiva (percezione di sé in rapporto allo spazio circostante, al mondo esterno) l’assenza dei riflessi tendinei e dei polsi arteriosi periferici, segni di scarsa circolazione ai piedi (cute fredda, perdita dei peli, unghia che crescono male etc.) assieme ad alterazioni cutanee (secchezza della pelle, arrossamenti in aree articolari, ipercheratosi alla pianta del piede, fissurazioni e macerazioni, disturbi alle unghie) e a deformazioni congenite ed acquisite (dita in griffe, dita a martello, alluce valgo) con rigidità articolare (piede rigido) sono fattori di rischio importanti LO stesso dicansi per eventuali amputazioni precedenti

Vi sono poi i fattori di rischio tradizionali dei quali abbiamo sempre parlato e non ci stancheremo mai di evidenziare: ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, sedentarietà, fumo di sigaretta etc.

Ma anche l’obesità può essere considerata una concausa nella genesi delle lesioni. Infatti il rapporto tra obesità e rischio ulcerativo, dal punto di vista biomeccanico fa si che il peso corporeo influisca sulla comparsa dell’ulcera e può essere considerata un fattore generale di rischio in quanto fattore di rischio metabolico.

Importante è poi controllare regolarmente i piedi, curarne l’igiene tutti i giorni e e consultare il medico per qualsiasi dubbio o in caso insorgano problemi.

Dovete sempre fare riferimento al proprio medico di famiglia per la prevenzione primaria della salute dei propri piedi L’esame clinico del piede dovrebbe essere eseguito dal diabetologo sin dalla prima visita specialistica per valutare la salute dei piedi nel loro complesso ed identificare un eventuale rischio di ulcerazione.

L’assenza di sintomi, come è stato più volte ribadito, non equivale ad assenza di rischio. Il piede diabetico spesso non ha visibilità e non dà dolore.

L’esame va ripetuto almeno una volta all’anno, meglio comunque ad ogni visita mentre tale esame dovrebbe essere più frequente in base all’entità del problema individuale

Il Dr Madeyski vi dà dei Consigli per le persone diabetiche per prevenire complicanze ai piedi

 

Il diabete è in aumento specie nelle popolazioni così dette civile o nelle popolazioni civilizzate
Il motivo va da ricercarsi nello stile di vita che una persona del mondo occidentale o dei paesi che si stanno industrializzando
1) Poco movimento
2) mancanza di tempo da dedicare a passeggiare e a rilassarsi
3) Stress
4) iperalimentazione
5) alimentazione sbagliata e non sana con troppi grassi e zuccheri
6) invecchiamento della popolazione
7) Mancanza di prevenzione a livello sanitario e personale

Ci troviamo di fronte al fatto che tante persone non sanno di essere diabetiche
Il consiglio quindi è di andare dal proprio medico almeno una volta all’anno ed esporre i propri problemi, i propri dubbi , mentre sarà il medico ad indagare su possibili malattie o patologie in fieri o conclamate
Una volta che sappiamo che siamo diabetici, dobbiamo cambiare stile di vita
In primi mettersi a dieta aiutati dal medico o da un dietologo o da un dietista
Poi fare movimento, ginnastica in qualsiasi modo ma sempre con l’ausilio del proprio medico che dirà quale ginnastica e movimento è adatta al vostro fisico
Affidarsi al proprio medico o ad un diabetologo per vedere se necessita di una terapia orale o con insulina o se basta una dieta
Dovere poi fare controlli giornalieri della vostra glicemia nel sangue e almeno ogni mese delle urine
Un consiglio che deve essere sempre presente è osservarsi

Come ?
Dovete osservare se urinate più del solito o in maniera abbondante o se vate più sete del normale e in questo caso consultare subito il proprio medico
Secondo osservare bene il proprio corpo in modo i piedi
Sapete che il diabete conduce prima o poi o in grande percentuale ad una microangioneuropatia degli arti inferiori oltre ad altre malattie come quelle oculare o renali eccc.
Poichè la neuroangiopatia degli arti inferiori comporta una minore sensibilità specialmente per il dolore ai piedi si deve osservare se vi procurate una lesione anche minima ai piedi. Se uno spillo vi punge spesso non ve ne accorgete in quanto avendo meno sensibilità non pensate di esservi punti. E allora dovete osservavi spesso, tutte le volte che avete i piedi senza calze.. Ma cercate di camminare sempre con scarpe aperte o chiuse ma che abbiamo una suola resiste agli insulti specie a punta
Ricordatevi che esistono scarpe per diabetici che servono a scaricare i punti dei piedi più deboli o malati e per questo dovete sentire il vostro medico, o il diabetologo o un ortopedico
Se vedete che vi siete punti o ferite la prima cosa è disinfettare la zona ed assumere un antibiotico con consiglio del proprio medico in quanto difficilmente si sa riferire quando si è avuta la ferita e non si può giudicare se esiste una iniziale infezione o meno
Se avete un dolore al piede andate dal vostro medico o da un ortopedico o da un diabetologo per vedere se necessita fare una radiografia o una RNM e studiare in segmenti ossei che possono avere una osteomielite
Ricordatevi che la prevenzione è sempre primaria ( evitare le lesioni e tenere il diabete entro valori stabili e accettabili) ma anche secondaria in modo da curare prima possibile le lesioni che possono apparire modeste e spesso vengono sottovalutate
Nel Reparto che dirigo nella Casa di Cura Rizzola il paziente può seguire tutto l’iter diagnostico e terapeutico per limitare i danni e per potere curare la malattia e in modo particolare le complicanze. In modo particolare applicando la ossigenoterapia normobarica che poi può essere proseguito a domicilio si possono avere risultati ottimali

Percorso razionale dalla diagnosi alla terapia del Piede diabetico nella Casa di Cura Rizzola

Con il termine “piede diabetico”  si indica la  patologia che può svilupparsi a carico del piede nei pazienti affetti da diabete mellito.

Non tutti I pazienti dibaetici vanno incontro al Piede Diabetico ma solo una parte e si tratta in genere di pazienti che non sanno di essere diabetici, che non si curano e che quindi hanno una glicemia alta e specialmente hanno sbalzi glicemici in quanto oltre a non curaris non fanno una dieta appropriate.

Vanno più facilmente incontro a tale patologia I diabetici che fumano e che hanno disturbi circolatori , specie arteriosi . Ma non bisogna dimenticare che si sommano fattorti venosi come esiti di trombosi profonda e insufficienza venosa superficiale.

I fattori che influenzano tale patologia sonoi la polineuropatia periferica, l’arteriopatia periferica , la insufficienza venosaa e le infezioni. Tali fattori possono esere presenti singolarmente  ma  più frequentemente, coesistere .

La patologia del piede diabetico e delle sue comlipcanze è in aumento.

L’aumento è è dovuto all’invecchiamento della popolazione, all’umento dei diabetici ( problema di stile di vita) e naturalkmente ad aumento di sopravvivenza dei pazienti diabetic.

Il piede  diabetcio è diventato un problema sanitario e sociale.

Per tale motive si spiega la nascita in ogni Ospedale o quasi di un servizioo o di un reparto che si occupi di questa patologia  per cercare di prevenirla, di diagnosticarla e di curarla nella maniera ottimale

I problem che nascono da un piede diabetic non curato o non curato in maniera ottimale comportano  lunghi periodi di cure ambulatoriali, di prolungati e ripetuti ricoveri ospedalieri e, spesso di mutilazioni minori ma anche maggiori.

Secondo il Basel Study  che si è esteso per 5 anni sono stgate eseguite amputazioni maggiori nel 6,8% dei pazienti diabetici rispetto allo 0,6% dei non diabetic, in relazioni ad alter patologie come l’arteriopatia.

Negli Stati Uniti le amputazioni per cause ischemiche sono circa 200 per milione di abitanti per anno tra i non diabetici, circa 3900 per milione per anno tra i diabetici.. Interessante il dato che emerge da vari studi  che mostra che il numero di amputazioni per cause ischemiche è risultata essere 10,3 volte maggiore per gli uomini e 13,8 volte maggiore per le donne con diabete rispetto ai non diabetici.

In Italia non abbiamo ancora dati sicuri e comprensivi di varie regioni ma solo dati frammentari.

Stannmo sorgendo vari centric he si occupano di tale patologia e fra non molto si avranno dati attendibili

I costi sono noti in alter nazioni e I dati più significativi sono quelli degli Stati Uniti  ma sono viziati e non comparabili per la differenza della assistenza sanitaria.

Per fare un esempio comparative si tenga presente che il costo di una amputazione di un piede  diabetic si aggira sui 10.000 dollari mentre in Italia in DRG si aggira sui 4500 euro.

Vi sono poi problem legati alla diagnosi , alla terapia e alla riabilitazione di tale patologia. Vengono chiamati a collaborare  il diabetologo, il  podologo, il chirurgo generale e il chirurgo vascolare , l’infettivologo , l’ortopedico il radiologo ,il fisoterapiasta , il posturologo  ecc.

La nascita di vari centri e la speciliazzione di vari sanitari tendon a ridurre al minimo le amputazion I e se possibile limitare le amputazioni alle minori, olter a ridurre i tempi dei ricoveri, i ricoveri stessi, il disagio del paziente e dei familiari, oltre naturalmente a ridurre I costi della sanità pubblica e I costi sociali

Il paziente deve seguire un percorso razionale

Il medico di base o di medicina generale deve essere il punto fermo di ogni paziente

Sarà il medico di medicina generale a inviare il paziente a fare delgi accertamenti o a mandarlo dal chirurgo o dal diabetologo a secondo che il paziente presenti un diabete non trattato o critic o se il paziente presenti una lesione  al piede da trattare chirurgicamente

Sarà poi il diabetologo o il chirurgo a segnare la strada da seguire. Questa può essere data da accertamenti ematologici o strumentali o da un ricovero urgente

Il ricovero urgente si rende necessario nei seguenti casi

1.      Piede ischemico (ulcerazione o gangrena del piede e/o ischemia critica con persistente dolore ischemico a riposo)

2. Ulcera ad eziologia neuropatica infetta

Ambulatoriamente o da esterno devono in ogni caso programmatic con urgenza o meno I seguenti accertamenti

Doppler arti inferiori e visita eventuale  Chirurgo Vascolare

Rx piede

Arteriografia arti inferiori ed eventuale angioplastica

Visita Ortopedica (in previsione di eventuali amputazioni)

Tampone ulcera per antibiogramma mirato o agoaspirato tessuti profondi o biopsia dell’ulcera eventuale

Eventuale RMN piede (in caso di sospetta osteomielite)

Eventuale Visita Chirurgo Plastico (per courettage esteso dell’ulcera)

Medicazioni locali

Trattamento antibiotico sistemico parenterale (in caso di sepsi e/o di lesioni ulcerative infette)

 

Alla dimissione il paziente avrà un percorso dedicato e sarà seguito sempre dalla stessa equipe medica che potrà valutare meglio lo stato comparative dell’andamento della patologia

Dobbiamo tendere ad un miglioramente della diagosi della eziologia della patologia e a dare al paziente una terapia opportune nei tempi brevi o consono allo stato della patologia. In questo modo ci saran vantaggi per il paziente che vedrà ridotta la possibilità di ampuatazioni specie maggiori, una diminuzione di costi e un sollievo psicosociuale al paziente e ai familiari. La diminuzione delle giornate di degenza sono importanti.  Al giorno d’oggi non è compatibile con la medicina moderna e con la prevenzione di possibili complicanze che un paziente rimanga ricoverato un mese o due per una lesione al piede diabetico

Terapia chirurgica del Piede diabetico nella Casa di Cura Rizzola

Nell’ultimo periodo e in modo particolare negli anni 2011 e 2012 all’interno dell’Unità Funzionale di Chirurgia della Casa di Cura Rizzola a San Donà di Piave  viene dato una attenzione particolare alla terapia chirurgica del Piede Diabetico.

Il Piede diabetico è un problema molto frequente ed è in aumento per lo stile di vita della popolazione

Ricordiamo cosa è il Piede diabetico e le quali sono le complicanze

Si parla di piede diabetico quando compare una patologia al piede in un soggetto diabetico e tale patologia è correlata al diabete. Il Diabete, specie se non riconosciuto, se non trattato, se trascurato, porta alla angioneuropatia delle zone periferiche dove terminazioni nervose e arteriose sono minori di dimensioni. Il Diabete è in aumento costante dovuto in modo particolare ad uno stile di vita non corretto ( ALIMENTAZIONE ABBONDANTE E POCO MOVIMENTO) I piedi sono le zone maggiormente esposte a lesioni favorite da pressione, da traumi ecc.. . In molti casi si formano ulcere che all’inizio superficiali si fanno poi profonde arrivando al piano muscolare e infine osseo. Quando arrivano all’osso spesso si produce una infezione con una osteomielite delle falangi o del metatarso o anche del tallone. Al giorno d’oggi si cerca di amputare meno possibile e si cerca di trattare in maniera conservativa la lesione. Nella divisione di Chirurgia della Casa di Cura Rizzola diretta dal Dott Madeyski Paolo si tratta tale patologia nella maniera conservativa abbinando la terapia chirurgica alla ossigenoterapia distrettuale che potrà poi essere proseguita a domicilio .

Si può andare a vedere il sito www.mpsystem,.info e cercare di capire come vengono trattate tali lesioni.

Su You tube si trova un filmato in cui si vede asportare la seconda falange del 5 dito di un piede diabetico conservando il dito. Dopo la ossigenoterapia il paziente ritorna ad avere le 5 dita

Tutto questo nell’ottica della prevenzione e nel dare un aiuto alla popolazione che non necessita di andare lontano per una terapia che può essere svolta in una struttura vicina e successivamente la terapia può essere continuata a domicilio comodamente e controllata nell’ambulatorio medico di diabetologia